Peer-to-peer
L'EDGE (acronimo di Enhanced Data rates for GSM
Evolution) o EGPRS (Enhanced GPRS) è un'evoluzione
dello standard GPRS per il trasferimento dati sulla
rete cellulare GSM che consente maggiori velocità di
trasferimento dei dati. L'aumento di velocità è
stato ottenuto introducendo una nuova modulazione, la
8-PSK.
Con l'EDGE la velocità di trasmissione dati passa dai
40 Kilobit/sec del GPRS a 200 Kbit/sec, 5 volte
superiore.
La connessione è stabile a una velocità fra i 150 e
i 200 Kbit/sec, mentre per il GPRS è stabile fra i 50
e i 60 Kbit, come per un modem analogico. La
connessione è accessibile tramite cellulari
EDGE/GPRS, al limite configurando una connessione GPRS
per la trasmissione dati. È tuttavia indispensabile
che il terminale sia di tipo EDGE/GPRS; se solo GPRS,
l'EDGE non è fruibile, e la velocità è limitata a
60 Kbit/sec.
Con EDGE sono accessibili le normali funzionalità di
Internet, l'uso dei protocolli FTP e del P2P. Con il
protocollo DTM è poi possibile sfruttare l'EDGE per
effettuare la videochiamata anche sulla rete GSM
Utilizzo
Il termine può essere tecnicamente applicato a qualsiasi tipo di tecnologia di rete e di applicazioni che utilizzano questo modello (come per esempio il protocollo NNTP utilizzato per il trasferimento delle notizie Usenet), ARPANET, applets java live chat decentralizzate o le BBS di Fido Net. Il termine comunque si riferisce alle reti di file sharing (condivisione file) come Gnutella, FastTrack, e l'ormai defunto Napster che forniscono, o per Napster forniva, il libero scambio (e qualche volta anonimo) di file tra i computer connessi a Internet.
Alcune reti e canali, come per esempio Napster, OpenNap o IRC usano il modello client-server per alcuni compiti ( per esempio la ricerca ) e il modello peer-to-peer per tutti gli altri. Reti come Gnutella o Freenet, vengono definite come il vero modello di rete peer-to-peer in quanto utilizzano una struttura peer-to-peer per tutti i tipi di transazione.
Quando il termine peer-to-peer venne utilizzato per descrivere la rete Napster, implicava che la natura a file condivisi del protocollo fosse la cosa più importante, ma in realtà la grande conquista di Napster fu quella di mettere tutti i computer collegati sullo stesso piano. Il protocollo "peer" era il modo giusto per realizzarlo.
Controversie legali
I tipi di file maggiormente condivisi in questa rete sono gli mp3, o file musicali, e i DivX i file contenenti i film. Questo ha portato molti, soprattutto le compagnie discografiche e i media, ad affermare che queste reti sarebbero potute diventare una minaccia contro i loro interessi e il loro modello industriale. Di conseguenza il peer-to-peer divenne il bersaglio legale delle organizzazioni che riuniscono queste aziende, come la RIAA e la MPAA. Per esempio il servizio di Napster venne chiuso da una causa intentata dalla RIAA. Sia la RIAA che la MPAA spesero ingenti quantità di denaro al fine di convincere i legislatori ad approvare restrizioni legali. La manifestazione più estrema di questi sforzi risale al Gennaio 2003, quando venne introdotto, negli U.S.A., un disegno di legge dal Californian Rapresentative Berman nel quale si garantivano, al detentore del copyright, i diritti legali per fermare i computer che distribuivano materiale tutelato dai diritti d'autore. Il disegno di legge venne respinto da una commissione governativa Statunitense nel 2002, ma Rep Berman lo ripropose nella sessione del 2003.
Da quel momento in poi le reti "peer-to-peer" si espansero sempre di più, si adattarono velocemente alla situazione e divennero tecnologicamente più difficili da smantellare, spostando l'obiettivo delle major sugli utenti. Qualcuno ha cominciato ad affermare che queste reti potevano diventare un modo per consentire a malintenzionati di nascondere la propria identità. Altri dicevano che per essere completamente immuni dalle major fosse necessario creare una rete wireless ad hoc in cui ogni unità o computer fosse connessa in modo equivalente (peer-to-peer sense) a quella vicina.
Le prospettive del peer-to-peer dal punto di vista della computer science
Tecnicamente, le applicazione peer-to-peer (o dette anche p2p) dovrebbero implementare solo protocolli di peering che non riconoscono il concetto di "server e di "client". Tali applicazioni o reti "pure" sono in realtà molto rare. Molte reti e applicazione che si descrivono come peer-to-peer fanno però affidamento anche su alcuni elementi "non-peer", come per esempio il DNS. Inoltre, applicazioni globali utilizzano spesso protocolli multipli che fungono simultaneamente da client, da server, e da peer. Reti "peers" completamente decentralizzate sono state utilizzate per molti anni, per esempio USENET (1979) e FidoNet 1984.
La SUN aggiunse degli oggetti in linguaggio Java per velocizzare rapidamente lo sviluppo delle applicazioni P2P a partire dal 1990. In questo modo i programmatori poterono realizzare delle piccole applicazioni chat in real time, prima che divenisse popolare la rete di Instant Messaging. Questi sforzi culminarono con l'attuale progetto JXTA.
I sistemi e le applicazioni Peer-to-peer suscitarono grande attenzione da parte dei ricercatori di computer science. Alcuni importanti progetti di ricerca comprendono il Chord lookup service, ARPANET, IL PAST storage utility, il CoopNet content distribution system e OceanStore (vedi sotto i Collegamenti esterni).
Alcuni sviluppi del Peer-to-peer prevedono la realizzazioni di reti telematiche che si affianchino o sostituiscano alle reti tradizionali. Un esempio di questi progetti è la rete Netsukuku
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